Home » Catalogo

Visualizzazione di 1-12 di 134 risultati

Caso Scardella orrore senza fine

Un’anima bruciata

12,00
Questa pubblicazione intende offrire ai lettori una duplice versione dei fatti del “caso Scardella”, una tragedia consumatasi in una oscura cella del carcere cagliaritano del viale di Buoncammino. Il suicidio di Aldo, ragazzo innocente abbandonato a se stesso, non ha infatti riguardato solo la famiglia, ha toccato nel profondo un’intera comunità e ha segnato l’esistenza delle ragazze e dei ragazzi suoi coetanei. Il libro testimonia questo impatto e il peso che una morte dietro le sbarre...

Is sordaos desulesos in sa Prima Gherra Mondiale

18,00

Sono trascorsi oltre cento anni dalla prima guerra mondiale, la Grande Guerra, un conflitto che ha segnato uno dei capitoli più oscuri nella storia dell'umanità, mietendo un numero senza precedenti di vite. Questo epico sconvolgimento del vecchio continente ha plasmato nuovi confini e generato rivolgimenti politici ed economici di portata epocale. Sebbene nei libri di storia vengano diligentemente narrate le fasi del conflitto e la sua conclusione...

Su mundu furriau a francas assusu

Sa vida in contus e contixeddus e su tempus currit e fuit

10,00

Durante la seconda guerra mondiale un bambino vivace e curioso ricorda la sua infanzia trascorsa in una fattoria che accoglie anche un canonico sfollato dalla città di Cagliari bombardata dagli americani. Il bambino partecipa attivamente a tutta la vita agro-pastorale che si svolge nella comunità, cadenzata dalle stagioni, seguendo le tradizioni e le usanze tramandate immutate nei secoli.

Teatro Wilde

Salomè e s’importu de essi onorau

12,00

Le opere teatrali più celebri di Oscar Wilde, Salomé (1893) e L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895), tradotte in sardo campidanese da Stefano Cherchi.

L’incanto del cielo stellato

Storia, miti e credenze popolari della Sardegna

15,00
I Dolmens, le Tombe di Giganti, le Domus de Janas, le Perdas Fitas, lo Ziqqurat, i Nuraghi, le ciclopiche costruzioni megalitiche in Sardegna, fino agli inizi del secolo scorso possiamo dire che facevano parte delle cosiddette “Civiltà sepolte”, poi è stato anche scoperto che erano in gran parte orientate seguendo il cammino del Sole e le fasi della Luna e che avevano una grande importanza architettonica nel Mediterraneo. E che i Sardi, infatti, come altri popoli antichi, hanno riportato sulla volta celeste i tratti più significativi della loro civiltà, del loro modo di fare e di pensare, della loro vita sociale ed economica, fatta di Frades, di Gurdones, di Pinnetos, di Farches, all’interno di “Sa Via de Sa Paza” (la Via Lattea), ecc., in quanto il cielo stellato per ogni popolo non è altro che lo specchio della realtà terrena. Ma che significato avevano tutti questi nomi, vi direte? Essi non erano altro che i tratti più significativi della nostra comunità proiettata sulla calotta celeste.

Sa Generalissa

Contus de fèminas e de àteru puru

18,00

Il sottotitolo “Storie di donne e di altri ancora” suggerisce l’idea di una galleria al femminile dove le donne ritratte sono quelle sfruttate in ambito familiare o sessualmente, donne autoritarie, altre che si vendicano in modi diversi di angherie subite, giovani donne anticonformiste, disinibite, qualcuna capace di ordire inganni crudeli a danno del proprio benefattore, donne dalla vita equivoca e mogli che, dopo anni di convivenza, abbandonano il marito avaro o per l’incredibile miseria morale. Naturalmente non mancano, anche se poche, ragazze e donne cosiddette “normali”. Infine Sa Generalissa, la Generalessa, il racconto che chiude la raccolta in cui un marito frustrato, umiliato, mostra tutto il suo disprezzo per il mondo militare e se ne allontana perché costretto dalla moglie. Con lui, gli altri, gli uomini... anche loro diversi, “normali”, spregiudicati o malati del male di vivere.  

Uno sguardo impietoso su un mondo ancora sospeso tra passato e presente, quello dell’autore, in cui domina il sarcasmo, stemperato, qualche volta, dal sottile umorismo che già conosciamo e dall’umana solidarietà, tutta implicita, per chi vive una vita di sofferenze. Il tutto in uno stile moderno, per effetto della frantumazione della sintassi tradizionale, asciutto, rapido, che da qualche tempo connota le sue pagine. 

Toponigmistica sarda

Giochi di parole con i toponimi della Sardegna

18,00

“Una parola (at)tira l’altra. In questo caso/libro particolare, le parole in questione sono – soprattutto, ma non solo – i toponimi sardi, ossia i nomi di paesi e di città, di fiumi, di laghi, di monti (Cuccuruddu, un esempio di Parola monovocalica che avrebbe senz’altro attirato l’attenzione di Giampaolo Dossena, uno dei massimi esperti di giochi di parole), di località (Tepilora: la parola “la ripeto” con l’Anagramma a frase) e di regioni geografiche (Anglona, toponimo femminile che guarda caso nasconde “la gonna”) dell'isola”.

Noi Sardi (e non soltanto noi Sardi) abbiamo desiderio e necessità non di basi militari ma di basi culturali. E guarda caso, (anche) i giochi di parole sono proprio tra quei giochi che – scusando il (voluto) bisticcio di parole – si basano su basi culturali, oltre che naturalmente su basi e su conoscenze strettamente linguistiche e grammaticali. Del resto, che la “base militare” non prometta (e non permetta) niente di buono e di bello, lo rivela senza equivoci il suo Anagramma a frase:

base militare = mira bestiale

Su Sardu, Lìngua De Europa

Un’idioma de minoria peri su tempus

25,00

Il Sardo è una lingua minoritaria parlata da “appena” un milione e duecentomila persone. Una lingua con la medesima dignità di tutte le altre lingue del mondo, ufficialmente riconosciuta dalla Comunità Europea e tutelata dallo Stato italiano.

Una lingua da salvaguardare perché è l’elemento di identità culturale più distintivo del nostro popolo, che vive oggi in una situazione di emarginazione (situazione di diglossia e dilalia), che ne rende difficile l’utilizzo nel quotidiano. Perché tutti coloro che discettano di Sardo, della sua storia, della sua struttura morfo-sintattica lo fanno in Italiano e non lo fanno, invece, in Sardo, come sarebbe normale che fosse? Abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda raccontando finalmente la storia della lingua sarda interamente in Sardo, nelle due macrovariètà, Campidanese e Logudorese, con traduzione in Italiano. Un racconto agile, sintetico, scorrevole, alla portata di tutti, con un buon apparato bibliografico.

I protagonisti

Storie e controstorie del giornalismo identitario sardo

15,00
Se è vero che le “radici sono ali”, prendendo in prestito le parole del Sardus Pater Giovanni Lilliu, l’esperienza editoriale di Sa Republica Sarda è stata sospinta da ali e radici forti, capaci di tendere verso l’alto, fino a maturare uno dei progetti giornalistici più aggregativi e coraggiosi nella propagazione collettiva del sentimento identitario sardo. Riproporne oggi un tracciato biografico, attraverso un viaggio fra i nomi che hanno animato e vissuto il periodico fondato da Gianfranco Pinna nel 1977.

Sotto un cielo di stelle

Storie di vita

12,00
Ci sono delle esperienze che accumunano tutte le persone, di qualsiasi ceto, lingua e cultura. Per esempio nella notte osservare il cielo pieno di stelle e, per un attimo, rimanere affascinati dalla sua immensità e dimenticare i propri problemi. Il libro “Sotto un cielo di stelle” intende partire da una prospettiva “dal basso”, riscoprendo la voce di coloro che abitano le nostre città pur rimanendo al margine. Oltre venti storie, tutte vere, che spingono la riflessione “verso l’alto”, cioè verso nuovi orizzonti di fraternità e solidarietà, indicati da Papa Francesco nel suo magistero ecclesiale

IL MIGLIO DEVE ANCORA VENIRE 2

102 Crucci vari

12,00
Giornata Frida - Temperature in Khalo; Vendo dente del giudizio. Mai usato; La cefalea a grappolo la trovo in pescheria o dal fruttivendolo? Sono alcuni dei 102 Crucci vari che compongono “Il miglio deve ancora venire 2”. Un libro che raccoglie giochi di parole, nonsense, aforismi ed esperimenti linguistici.

La vite e i tralci

Scoprire Cristo e la Chiesa

8,00
Questa ristampa risponde al desiderio espresso da molte persone (a seguito della prematura e improvvisa scomparsa di Don Alberto), di poter aver copia del libro da lui progettato come strumento per avvicinare le persone, principalmente giovani, alla figura di Gesù e al suo insegnamento.