DESCRIZIONE
Le opere teatrali più celebri di Oscar Wilde, Salomé (1893) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895), tradotte in sardo campidanese da Stefano Cherchi.
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Le opere teatrali più celebri di Oscar Wilde, Salomé (1893) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895), tradotte in sardo campidanese da Stefano Cherchi.
| Peso | 200 g |
|---|---|
| Autore | |
| ISBN |
978-88-86167-45-1 |
| Peso |
200gr |
| Formato |
15cm x 21cm |
Le opere teatrali più celebri di Oscar Wilde, Salomé (1893) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895), tradotte in sardo campidanese da Stefano Cherchi.
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Contus de fèminas e de àteru puru
Il sottotitolo “Storie di donne e di altri ancora” suggerisce l’idea di una galleria al femminile dove le donne ritratte sono quelle sfruttate in ambito familiare o sessualmente, donne autoritarie, altre che si vendicano in modi diversi di angherie subite, giovani donne anticonformiste, disinibite, qualcuna capace di ordire inganni crudeli a danno del proprio benefattore, donne dalla vita equivoca e mogli che, dopo anni di convivenza, abbandonano il marito avaro o per l’incredibile miseria morale. Naturalmente non mancano, anche se poche, ragazze e donne cosiddette “normali”. Infine Sa Generalissa, la Generalessa, il racconto che chiude la raccolta in cui un marito frustrato, umiliato, mostra tutto il suo disprezzo per il mondo militare e se ne allontana perché costretto dalla moglie. Con lui, gli altri, gli uomini... anche loro diversi, “normali”, spregiudicati o malati del male di vivere.
Uno sguardo impietoso su un mondo ancora sospeso tra passato e presente, quello dell’autore, in cui domina il sarcasmo, stemperato, qualche volta, dal sottile umorismo che già conosciamo e dall’umana solidarietà, tutta implicita, per chi vive una vita di sofferenze. Il tutto in uno stile moderno, per effetto della frantumazione della sintassi tradizionale, asciutto, rapido, che da qualche tempo connota le sue pagine.
Storie e controstorie del giornalismo identitario sardo
Una storia tutta nostra
Un’idioma de minoria peri su tempus
Il Sardo è una lingua minoritaria parlata da “appena” un milione e duecentomila persone. Una lingua con la medesima dignità di tutte le altre lingue del mondo, ufficialmente riconosciuta dalla Comunità Europea e tutelata dallo Stato italiano.
Una lingua da salvaguardare perché è l’elemento di identità culturale più distintivo del nostro popolo, che vive oggi in una situazione di emarginazione (situazione di diglossia e dilalia), che ne rende difficile l’utilizzo nel quotidiano. Perché tutti coloro che discettano di Sardo, della sua storia, della sua struttura morfo-sintattica lo fanno in Italiano e non lo fanno, invece, in Sardo, come sarebbe normale che fosse? Abbiamo cercato di dare una risposta a questa domanda raccontando finalmente la storia della lingua sarda interamente in Sardo, nelle due macrovariètà, Campidanese e Logudorese, con traduzione in Italiano. Un racconto agile, sintetico, scorrevole, alla portata di tutti, con un buon apparato bibliografico.
Storia, miti e credenze popolari della Sardegna
Storie di vita
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