DESCRIZIONE
Durante la seconda guerra mondiale un bambino vivace e curioso ricorda la sua infanzia trascorsa in una fattoria che accoglie anche un canonico sfollato dalla città di Cagliari bombardata dagli americani. Il bambino partecipa attivamente a tutta la vita agro-pastorale che si svolge nella comunità, cadenzata dalle stagioni, seguendo le tradizioni e le usanze tramandate immutate nei secoli.
Ma questo modo di vivere sereno viene pervaso dalla moderna tecnologia e lo trasforma in un mondo frenetico che si ripercuote negativamente sugli uomini e sulla natura.
Tutto cambia inesorabilmente, restano solo i ricordi vividi di una vita semplice immersa nella natura che abbagliava con i suoi colori e i suoi profumi. Nasce quindi una sana malinconia e una struggente nostalgia per un mondo agro-pastorale che i nostri figli non potranno conoscere. Su mundu s’est furriau a francas assusu.
Torrai a donai vida a is fueddus sardus
E no ddus scabudai agiumai chena de boxi
Custu m’at a preni su coru de prexu e de spera









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